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Romanza mendace


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Norbert Németh

 

Romanza mendace

(Hazug Románc)

 

Opera in tre atti

 

Omaggio all'opera del XIX secolo

 

Libretto di

Magda Győri

 da un'idea di Norbert Németh 

 

Traduzione in italiano di

Dóra Várnai

 

 

Personaggi

 

Giulia, giovane vedova di Riccardo................................mezzosoprano

Veronica, nipote di Giulia............................................mezzosoprano

Anna, vedova anziana..............................................................alto

Rafael, nipote di Anna..........................................................tenore

Valter.............................................................................baritono

Pierre, capo dei sicari al soldo di Valter...................................tenore

Carlo, sicario....................................................................baritono

Raul, sicario........................................................................basso

Filippo, oste............................................................baritono buffo

 

Cittadini (una voce solista  tenore), commercianti,

malafemmine (2 voci soliste per ognuno -
rispettivamente baritoni e mezzosoprani), utenti del vespro.

 

L'azione ha luogo in una cittadina mediterranea, nei primi anni del secolo.

 

© Norbert Németh, Magda Győri, Dóra Várnai

 

 

   La trama dell'opera

 

Atto I.

Un cimitero sul fianco di una collina vicino alla cittá, sullo sfondo la facciata di una chiesa. E'pomeriggio tardi. Nella chiesa alcuni uomini entrano per il vespro che va a cominciare.

Da tre direzioni tre uomini si avvicinano furtivamente l'uno verso l'altro: Pierre, Carlo, Raul, i sicari. Da qualche mese hanno portato a termine un incarico per cui progettano di intascare la ricompensa quella sera stessa nella locanda della cittá, dove aspettano il loro mandante. I tre uomini si allontanano ritornando da dove sono apparsi. Una luce illumina sempre di piú una delle tombe e, accanto, una giovane vedova, Julia. Dalla chiesa si diffondono i primi suoni del vespro. Julia é in lutto per il marito deceduto, Richard. Arriva una vedova anziana, Anna. Le due donne dividono un comune dolore. Anna, dolendosi molto per Julia, non le rivela di sapere chi ha ucciso i loro due mariti. Piúttosto che rendere ancor piú struggente la sofferenza di Julia, Anna preferisce andarsene via. La giovane vedova, inconsolabile, si accascia sulla tomba del marito. Il suo dolore la pervade completamente. Improvvisamente fugge via atterita dalla vita e dalle ombre che la sera proietta nel cimitero. Nella chiesa risuona il Magnificat.

 

 

Atto II.

La piazza principale della cittá. A destra la terrazza della locanda aperta. Cittadini, spedizionieri, clienti e donne di malaffare fanno baldoria.

I cittadini aspettano qualcuno sperando che possa aiutarli a risolvere la difficile situazione economica della cittá. Filippo, l'oste, allegramente si da'un gran da fare per i suoi ospiti. Anche Pierre, Carlo e Raul si trovano nella locanda. Veronica, la cugina di Julia cerca sua zia tra la folla. Arriva colui che tutti aspettavano, Walter. Anche i tre sicari l'aspettavano. La folla allegramente saluta il salvatore e l'ebbrezza della serata estiva si trasforma in una festa popolare. Pierre, in nome dei sicari, si avvicina a Walter e mentre intasca il compenso per il lavoro gli offre di nuovo i loro servigi. Walter per ora chiede solo che lo aiutino a realizzare la progettata avventura serale. La maggior parte dei cittadini ritorna a casa. Gli spedizionieri, i clienti e le donne di malaffare si trattengono per divertirsi ancora. Walter si unisce a loro. Veronica, gioiosamente, ferma Julia che sta attraversando in fretta la piazza tornando a casa dal cimitero, e con molto entusiasmo le racconta che per la prima volta nella sua vita é innamorata e poi allegramente „vola” via. Walter, sperando in un avventura con la bella Julia che stava per riprendere il cammino, le si avvicina. Julia, senza volerlo, subisce sempre di piú il fascino di Walter. Filippo, l'oste, esorta gli allegri avventori ormai completamente ubriachi a lasciare la locanda. Cala la notte estiva, la locanda si svuota, la vicenda di Julia e di Walter si avvia ad un punto cruciale. Filippo li lascia soli. Julia non puó resistere alla seduzione dell'uomo e insieme si allontanano per una passeggiata.

            La luce della luna e delle stelle avvolge la cittá addormentata.

 

 

Atto III.

            La stanza di Julia. Sono passati diversi mesi. Quando si alza il sipario Julia é nel suo letto e piange singhiozzando. L'orologio della chiesa vicina batte il quarto.

            Veronica siede al centro della stanza e con un coltello sbuccia una mela. Prova a consolare Julia che invece manda via la ragazza. Julia, rimasta sola, accusa sé stessa della propria infedeltá, poiché in grembo porta il figlio di Walter. Walter, da allora, non é piú venuto in cittá, peró ora vi fa ritorno inaspettatamente. E'tornato di nuovo in questi paraggi e la sua prima tappa é da Julia. Vorrebbe entrare di nuovo nelle grazie della vedova, ma lei freddamente lo respinge. Walter se ne va pieno di risentimento. Julia stringe al petto la foto di Richard. Nella sua disperazione non sa nemmeno a chi rivolgersi. L'orologio della chiesa batte la mezz'ora. Julia si avvicina alla finestra pensando che forse sia meglio andare in chiesa per prender consiglio dalle donne, quando nella strada intravede Anna. Julia confidando nella saggezza dell'anziana vedova, la invita a venir su. Anna entra in casa e Julia disperata si sfoga svelandole la sua infedeltá verso il marito, la sua gravidanza, la sua vergogna e il suo dolore. Anna reagisce inaspettatamente alla disperata richiesta d'aiuto. Lei non ha mai potuto avere bambini e rimanendo vedova sará sola per sempre. Ora, con malvagitá, rivela a Julia che l'assassino di Richard é Walter! Julia cade a terra svenuta. Anna, perfidamente, la scavalca e se ne va. L'orologio della chiesa batte i tre quarti. Il desiderio e la coscienza di Walter lo riportano indietro. Vedendo la donna svenuta si precipita su di lei e con un lampo di gioia si accorge dell'evidente gravidanza della donna. La sfiora con le mani e proprio in quel momento Julia lanciando un grido acutissimo si alza. Assassino! - grida. Il nascituro rende baldanzoso Walter che con noncuranza respinge l'accusa, non avvedendosi nemmeno della profonda angoscia della donna. Comincia a pretendere che lei scelga tra il marito morto e lui, il padre del bambino. Julia, al massimo della disperazione, impugna il coltello e si avventa contro Walter.

            Il buio inghiotte la scena, e il suono delle campane a stormo, che battono l'ora, copre ogni cosa.

 





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